Passa ai contenuti principali

Post

|| Expat - Life || Soffitti di vetro

Qualche tempo fa, a lavoro, è successa una cosa abbastanza triste. Un cliente, noto per essere particolarmente difficile e poco amato dall'intero staff, ha aspettato io andassi poco distante per posare un paio di tazze, prima di rivolgersi alla mia collega chiamandomi "die Ausländerin", ossia la straniera. In quattro anni abbondanti che abito qui, davvero, è stata la prima volta in cui qualcuno non mi ha chiamata per nome ma mi ha additata in quel modo. Pochi giorni dopo è successo una seconda volta: un cliente, evidentemente alticcio, mi ha additata dicendo che fosse lento a capire non per via dell'alcool che aveva trangugiato ma a causa del mio accento. Questi sono gli unici due casi in cui il mio non essere "autoctona" è stato additato quindi, rispetto a persone di colore o dai lineamenti non caucasici, posso ritenermi privilegiata. Probabilmente è stato a causa del fatto io sia arrivata in un posto che mi ha fatta subito sentire a casa, ma ho comunque …
Post recenti

|| Expat-life || La filosofia del backup

La tecnologia, a volte, è una gran farabutta. Oggi, dopo che l'aggiornamento del mio smartphone è fallito per ben due volte, ho dovuto resettare e poi ripristinare tutto. Ovviamente, la password del backup pare sparita. Roba che sicuramente l'ho lasciata il cielo solo sa dove e quando la troverò avrò, perlomeno, cambiato telefono e gestore. Morale della favola: ho installato un vecchio backup dell'Ipad (chissà poi perché..?) e mi sono trovata sprovvista di numeri di telefono, fotografie e quanto altro. Pur riuscendo a recuperare qualcosa per vie traverse, mi sono ritrovata a pensare che, dopotutto, non è mica così male.

Oltre ad aver eliminato applicazioni delle quali non avevo bisogno o che non usavo più, mi sono liberata di numeri di telefono che non utilizzavo e che rimanevano solo a ricordarmi la labilità di certi rapporti. Ho recuperato le foto che mi stavano a cuore, la musica che tanto amo e poco altro. Ho scritto agli amici più stretti e salvato i loro contatti. T…

|| Auf dem Weg || L'Elbphilarmonie

La prima volta che sono stata ad Amburgo, l'Elbphilarmonie sembrava ancora un progetto in costante divenire che mai avrebbe visto la luce del sole. C'era addirittura chi diceva: "Eh, certo. Me ne occuperò quando la Philarmonie verrà ultimata". Ecco: è stata ultimata. Un paio di mesi fa, complici tre giorni liberi e la Kunstmeile tutta da scoprire, ne ho approfittato per concedermi un po' di buona musica e poter finalmente accertarmi del fatto l'acustica fosse davvero così eccezionale come mi fu detto. Nemmeno a dirlo: lo è.

L'Elbphilarmonie, che i tedeschi chiamano anche Eplhi, si trova a ridosso dell'Elba, poco distante dalla Speicherstadt, in quella zona della città chiamata Hafen City. La struttura, la cui forma ricorda una vela spiegata oppure un'onda (alcuni dicono anche ricordi un cristallo di quarzo), ospita due grandi sale da concerto, un albergo e 44 appartamenti. Ad oggi, insomma, è la struttura abitabile più grande di Amburgo con un…

|| Expat-Life || Di connessioni mancate e altre storie

Da 14 giorni siamo senza internet, perché la mia coinquilina si è trasferita e il contratto non è cedibile. Morale della favola: abbiamo dovuto cercare un gestore con un'offerta decente, metterci in fila e aspettare arrivasse il nostro turno per attivare una connessione. Oggi era il nostro turno.  Rullo di tamburi: siamo ancora senza internet.

Il tecnico oggi è arrivato, ci ha stretto la mano e comunicato che la nostra linea non era compatibile con nessuno dei router del gestore che avevamo scelto. Nessuno. Il gestore, di fronte alle nostre perplessità (e alla mia faccia che urlava: "Io ti spiezzo in due"), ha asserito: "Ah, è vero. Noi questi contratti non li facciamo perché abbiamo altre linee". Morale della favola? Siamo andati dal vecchio gestore, che è gentile come una scarpa infilata di traverso su per una narice, e abbiamo riaperto un contratto nonostante avessimo giurato e spergiurato che quel determinato gestore non ci avrebbe mai, ma proprio mai, riv…

Di nodi e pettini

Per chi si fosse perso le mie tragicomiche avventure dal medico di base (ne trovate il resoconto QUI), una piccola premessa: due mesi fa mi hanno diagnosticato un'infiammazione ai tendini della mano destra. Morale della favola: vedo le stelle ogni volta che afferro cose, muovo troppo velocemente il polso, dormo su un lato o, banalmente, digito qualche parola di troppo alla tastiera. Qualche giorno fa ho iniziato un ciclo di fisioterapia, in modo che il problema si risolva una volta per tutte. Tra una chiacchiera e l'altra, ho scoperto che l'infiammazione è causata da un irrigidimento innaturale delle spalle conseguente a una frattura vecchia di cinque anni. Due volte  a settimana, adesso, trascorro una mezz'oretta stesa su un lettino, a faccia in giù, mentre la fisioterapista tenta di sbloccare tutta una serie di "nodi" che partono dalle spalle per arrivare sino all'avambraccio, compromettendo la mobilità del polso. Mentre tentavo di gemere in maniera di…

|| Auf dem Weg || Bagaglio: i miei cinque "mai più senza"

Preparare il mio zaino prima di partire per l'ennesimo viaggio, è uno dei momenti che più amo e, al contempo, odio. Se da un lato adoro piegare per bene magliette, arrotolare pantaloni e appuntarmi una lista, dall'altro la mia mania di controllare tutto sin nei minimi dettagli mi porta a fare e disfare, controllare, riscrivere e riniziare da capo. Tutto questo, peraltro, solo perché l'amica con la quale ero solita trascorrere ore preparando i miei bagagli ora vive a più di mille chilometri da casa mia.  Raffaella di Raf around the world mi ha nominata all'interno del suo post "Cosa mettere in valigia: 5 cose a cui non posso rinunciare" e, considerando che io stia pensando di partire tra qualche settimana per un mini-viaggio, non potevo perdermi questo genere di occasione..giusto? Ecco a voi, insomma, le cinque cose che cascasse il mondo infilo sempre nel mio zaino.

~ Un quaderno e una matita. Ormai me lo avete già sentito dire un sacco di volte: io scrivo, sc…

Walking down, by the Salley Gardens #primoviaggioestero

#primoviaggioestero nasce dalla collaborazione di alcune Travel Blogger e dall'incredibile ingegno di Paola Bertoni, autrice di Pasta Pizza Scones e di questo bellissimo articolo sul suo #primoviaggioestero. Seguendo questo Hashtag, vi ritroverete a ripercorrere le vicende dei nostri primi viaggi all'estero, godendo di una moltitudine di prospettive che rende la community Travel Blogger Italiane una delle piattaforme più brillanti che abbia mai incontrato.  Il titolo si rifà ad una canzone popolare irlandese che, a sua volta, ricalca una poesia di W.B. Yeats. Potete ascoltarla QUI. E ora, senza perdere altro tempo, vi lascio al post. Buona lettura! :)
Il mio primo viaggio all'estero mi vede ancora bambina. Non avevo nemmeno otto anni quando, in compagnia dei miei genitori, mi avventurai per le Alpi francesi in quel di Les Menuires. Non essendo patiti di sport invernali e avendo, i miei genitori, le canoniche ferie di agosto e poco altro, ci accontentammo dei paesaggi mozzafia…