|| Expat-Life || Come adattarsi ad una realtà medio-piccola

PREMESSA: Io amo molto la cittadina in cui attualmente risiedo, Non so per quanto ancora avrò la fortuna di abitarvi, sono immersa in qualche progetto e forse questi progetti mi porteranno altrove ma al momento mi godo il fatto di poter rimanere in questo angolo di terra ancora per un poco. Ciò detto, riconosco che non è una dimensione facile da gestire, ergo considerate quanto segue come qualche insider-Tipp per chi è abituato alla vita di città.

Jena AKA della fortuna di aver trovato un posto nel quale tornare
1 - La fretta non vi porterà molto lontano. Spesso muoversi con i mezzi locali significa dover partire molto presto o arrivare a casa molto tardi. Soprattutto se non avete a disposizione un'automobile, preparatevi a dovervi confrontare con un sistema di trasporti pubblici che - seppur efficiente - ha i suoi limiti e soprattutto le sue tempistiche. Dalle 22:00 prendere il tram significa dover controllare a che ora arrivare alla fermata onde evitare di aspettare 25-30 minuti sino al successivo e i bus notturni non esistono. Non che a Torino ce ne fossero a palate...
2 - Vedrete spesso le stesse persone, ergo se non vi piacciono... Premessa: per natura raramente noto chi mi cammina di fianco per strada. Persa nei miei pensieri e nella mia musica non ci faccio proprio caso. Ciò detto, se fossi un pelo più attenta sono certa che riconoscerei una buona parte delle persone che mi gravitano attorno mentre mi dirigo a lavoro. Se da un lato è quasi confortante, dall'altro può diventare spiacevole se queste persone proprio non vi piacciono. Il discreto anonimato offerto dalle grandi città qui non esiste proprio...
3 - Avrete bisogno di un buon piano. La frenesia delle scelte all'ultimo minuto che centri come Berlino, Stoccolma o Madrid offrono qua non esiste. Avrete sicuramente di fronte a voi un ventaglio di opzioni tra le quali scegliere (ristoranti, serate con gli amici, attività domenicali) ma spesso a salvarvi sarà la capacità di organizzare una serata vincente in base alle opzioni che sapete di avere, senza perdere in spontaneità ma guadagnando in organizzazione.
4 - Amare il silenzio diventerà una necessità. Non fraintendetemi: io adoro la quiete ma in alcuni momenti la trovo opprimente. Saper apprezzare il silenzio è una qualità che ho dovuto scoprire e fare mia, soprattutto dopo i primi mesi necessariamente frenetici. Mi sono ritrovata con bolle di vuoto acustico da riempire onde evitare di dare di matto e ho imparato a farne un punto di forza, riscoprendo l'aspetto meditativo della nostra esistenza. In quei momenti medito, vado a fare una passeggiata, preparo una torta, metto su un po' di musica. Il rumore del traffico cittadino e il vociare dei passanti in sottofondo qua sono delle piacevoli eccezioni e nulla più.
5 - Vivrete in una comfort zone. Una delle mie citazioni preferite recita "nulla di buono è mai uscito da una comfort zone" è se da un lato è vero, dall'altro il fatto di poter godere di un'aria di familiarità potrebbe esservi di conforto soprattutto nei primi periodi. La mia filosofia è semplice: non trasformate nulla di ciò che inizialmente vi da sicurezza in una coperta di Linus, fatene un punto di forza e non necessariamente uno scudo. Prendete il treno, l'autobus, la macchina e continuate a viaggiare, scoprire, muovervi sapendo che avete un posto in cui tornare e che vi fa sentire al sicuro. Come tutte le cose, anche una comfort zone ha due facce: siate sicuri di sfruttare quella giusta.

Nel caso proprio non riusciste ad abituarvi, poi, fate vostro un vecchio mantra:

If you don't like where you are in life move. We're not trees.

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