||Expat-Life|| - ||How to||: Tedesco.. amo et odio


Trasferirsi in un paese straniero ci mette di fronte a tutta una serie di ostacoli, primo tra tutti quello della lingua.

Il tedesco, di per sé, non è una lingua difficile. Meglio: non è difficile se la gente smettesse di piagnucolare al ritmo di “ma è così complicato… perché non posso parlare in inglese? È cortesia verso gli ospiti, dopotutto…”. A differenza delle lingue romanze conserva una sua logica ed una struttura sufficientemente rigida da permettere in poco tempo di costruire frasi elementari ma comprensibili.

Ma come impararla?
Premessa: io ho iniziato ad avvicinarmi al tedesco a 16 anni, a scuola. Di quei due anni di lingua e uno di letteratura conservo nell’ordine la traduzione in tedesco di “visione del mondo” (Weltanschauung), “provenienza” (Staatsangehörigkeit) e un amore spassionato per Christa Wolf, Herman Hesse e Reiner Maria Rilke.

Ho continuato con il tedesco all’università ma – dovendo mantenermi gli studi e abitando a 90 km dall’ateneo – non ho mai avuto la possibilità di frequentare corsi di lettorato in maniera costante e mi sono dovuta accontentare della settimana di ferie a Berlino per esercitare le mie magre conoscenze in materia di lingua. Nell’aprile 2013 mi sono trasferita per un semestre in Saarland e – complice un tedesco marcatamente dialettale – mi sono resa conto che la strada da percorrere era ancora lunga. Ergo ho continuato a imparare, leggere, ascoltare musica..insomma: a darmi da fare.

Perché diciamocelo, quando si vuole vivere e non sopravvivere in una determinata nazione occorre darsi da fare. Sempre. Alcune volte (spesso) ingoiare rospi di varie dimensioni e andare avanti.

Ecco qualche piccola risorsa che può tornarci utile, qualche piccolo suggerimento per come impegnare una mezz’ora invece di passarla davanti a Facebook o senza far nulla.
Leggete: ormai ogni quotidiano ha una pagina internet e ci sono sezioni apposite dedicate all’insegnamento della lingua. Inoltre un consiglio è quello di sfruttare la biblioteca civica… non ci sono solo libri spesso in versione bilingue ma c’è una risorsa che nessuno prende mai in considerazione ma che non andrebbe sottovalutata né dimenticata: i libri per bambini. In virtù della loro semplicità, infatti, questi piccoli tesori permettono un approccio quasi immediato alla lingua, la cui comprensione sarà di ulteriore incentivo a continuare a darsi da fare!
😉

Ascoltate: Ci sono podcast (Fest und Flauschig è uno dei miei preferiti), video su youtube e – per chi si è avvicinato da poco alla lingua – le langsam gesprochene Nachrichten del portale Deutsche Welle. A questo poi si aggiunge la musica - perché non il karaoke.? -, parte integrante della cultura di un paese. Senza sdoganare classici o ever-green (un esempio tra tutti potrebbe essere Udo Lindenberg), vi basterà trovare un paio di artisti del vostro genere preferito e sarà subito un'altra storia. (Inciso: la mia coinquilina ha un italiano invidiabile... ecco: conosce quasi a memoria De Gregori, Battisti, Dalla, Bennato, Battiato e chi più ne ha più ne metta..)
Guardate: alcuni canali non solo permettono lo streaming, ma consentono di vedere anche le repliche e a volte le sottotitolano pure. Insomma, da ARD a ProSieben avrete solo l'imbarazzo della scelta. Anche in questo caso, il mio consiglio è quello di guardare qualcosa che pensiate possa piacervi: un giallo, una commedia, la puntata di un reality show e chi più ne ha più ne metta. Se usato con un po' di cognizione, anche un portale come YouTube potrebbe rivelarsi una buona risorsa... perché non provate a darci un'occhiata?
Ci sono poi anche alcuni portali che offrono sostegno puramente didattico, con esercizi di vario genere e attività a volte decisamente "scolastiche". Uno tra tutti è Deutsche Welle che dispone anche di un canale youtube e di una pagina FB dove vengono quotidianamente pubblicati esercizi, piccoli quiz e quanto altro.
Un armamento di base per la nostra lotta quotidiana con il tedesco, infine, sono i dizionari. Non solo quelli cartacei (pure se in Italia ne ho lasciati alcuni ai quali sono molto MOLTO affezionata) ma anche quelli on-line. I due che utilizzo per la stesura della mia tesi di dottorato e che amo consultare spesso in contemporanea sono Leo.org e Bab.La. Si tratta di strumenti molto validi e in grado molto spesso di risolvere anche i dubbi un po' pignoli che ci assalgono nei momenti meno opportuni (ahem.. sì, capita spesso e volentieri). Anche quando siamo per strada e abbiamo solo il nostro fido smartphone in tasca... :D

Sapete qual è - però - lo strumento migliore per imparare una lingua? La porta di casa... apritela, uscite, chiudetela (sia mai che i ladri vi facciano visita.. :P) e immergetevi a pié pari nella realtà che vi circonda: andate a comprare il pane, un po' di verdura al mercato, chiacchierate col barista che vi prepara il caffè o con il vostro vicino di casa intento a portar fuori la spazzatura. Frequentate persone del posto e non chiudetevi nella classica mentalità del "io all'estero conosco prima di tutto un sacco di italiani perché con loro mi trovo meglio"... insomma, mettetevi in gioco. La volontà e l'impegno avranno la meglio su età (*), tempistiche ridotte e pigrizia... promesso! ;-)

(*) una mia studentessa in Saarland aveva 90 anni e aveva riniziato a immergersi nell'italiano. Oltre a saper molto bene francese e inglese... insomma: spesso l'età è una scusa, soprattutto quando viene da persone di 45-50 anni.. ;-)

Commenti

  1. Alcune volte di ingoiare rospi.
    Das heißt "akzeptieren gedemütigt werden von Unwissenden kerlen nur weil anfangs Mann nicht deutsch kann"

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    Risposte
    1. Se intende che occorre ingoiare rospi quando ci viene fatto notare che abbiamo fatto un errore beh... suppongo dipenda dal nostro approccio alla questione. Io tendo a ringraziare per la correzione e andare avanti. Soprattutto se la persona che mi ha corretta lo ha fatto in toni non propriamente cordiali ne ricavo una soddisfazione da poco.. ;-)
      Poi onestamente tendo a non darvi particolarmente importanza, soprattutto perché ogni volta mi viene in mente come gli albergatori e/o restauratori italiani trattano i turisti stranieri quando cercano di esprimersi nel loro italiano stentato - o come vengono spesso apostrofati stranieri, extracomunitari e rifugiati in generale - e mi dico che potrebbe andarmi peggio.
      Suppongo sia tutta una questione di prospettiva.. ;-)

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