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|| Expat-Life || Della sindrome sostantiva maiuscola e di altri disagi

Avete presente quei momenti in cui non sapete più nemmeno che lingua state parlando? Quegli attimi in cui non avete la benché minima idea se ciò che state per dire ha senso compiuto oppure no? Insomma: io penso in tedesco e italiano, parlo quotidianamente tedesco, italiano e leggo in inglese. Spesso (leggasi sempre) guardo film e/o serie TV in lingua originale e qualche volta borbotto tra me e me in due o più lingue. Ovviamente tutte insieme. Immaginate la portata di questo disastro grammaticale e sintattico. Fatto? Ecco, provate ad immaginarlo nel caso della lingua scritta. Appunto. Ne parlavo la settimana scorsa con un'amica, la stessa alla quale devo il titolo e l'idea per il post... ah, la magia dei content creator ;-)
Se da un lato ho iniziato a usare espressioni come "Questa frase non fa senso" (invece di non ha senso), oppure "ho riservato un volo", dall'altro ci sono tutta una serie di piccolezze che rendono i miei scambi epistolari e/o via mai…
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This must be the place (2011)

This must be the place è un film del 2011 diretto e co-scritto da Paolo Sorrentino.
Il protagonista - interpretato da un bravissimo Sean Penn - è Cheyenne, celebre ma quasi dimenticata rockstar degli anni Ottanta. L'uomo passa le proprie giornate in compagnia della moglie Jane o di Mary, una giovane amica, troppo ansioso e depresso per considerare un eventuale ritorno alla musica.
La malattia terminale del padre, con il quale aveva interrotto ogni contatto da anni, lo costringe a intraprendere un viaggio in nave sino in America ma, a causa della durata di questo ultimo, non riuscirà a dirgli addio. Cheyenne scopre che il genitore si era messo alla ricerca del nazista che lo aveva costretto a numerose umiliazioni durante i suoi anni di prigionia in un Konzentrationslager e decide di seguire le orme del padre e concluderne la ricerca.
La rockstar intraprenderà un viaggio di scoperta, non solo per onorare l'ultimo desiderio del padre quanto per riscoprirne la memoria. Durante que…

|| Expat-Life || -|| How to || Bellezze in bicicletta

Secondo L'Internazionale, il 2017 è l'anno del 200esimo compleanno della bicicletta. Incredibile, se si pensa che l'invenzione della ruota risale decisamente a un'altra epoca. Nemmeno a dirlo, qua in Germania muoversi in bicicletta per andare al lavoro è assolutamente normale, anche se spesso significa caricarsela in spalla per fare un tragitto in treno o - nella peggiore delle ipotesi - dover affrontare calamità naturali di vario genere. Un po' per ridere un po' per motivare me stessa a muovermi di più ho deciso di raccogliere cinque informazioni che è meglio tenere a mente, decideste di muovervi in bicicletta da queste parti.
Ricordatevi il lucchetto. Se da un lato è vero che il numero di persone che si muove in bicicletta è elevato, dall'altro è innegabile il fatto tante siano quelle rubate, nonostante le misure di sicurezza prese per prevenire tale evenienza. Insomma, investite in un buon lucchetto e fate attenzione a dove lasciate il vostro amato mezzo…

|| Expat-Life || || How to || Di App, Smartphone e dintorni

La maggior parte di noi, ormai, possiede uno di quegli affascinanti aggeggi chiamati Smartphone, croce e delizia dell'essere umano moderno. Inutile negarlo: il 70% del nostro tempo spesso lo trascorriamo con le dita sul touch-screen, cercando questa o quella cosa, mandando selfies ad amici e parenti oppure semplicemente controllando di non esserci persi per l'ennesima volta. Se usati con la giusta dose di discernimento, questi aggeggini si possono rivelare preziosi alleati e hanno la capacità di rendere il nostro quotidiano meno stressante e un po' meno disorganizzato. NOTA BENE! Le App riportate qui di sotto sono quelle che io uso maggiormente, sono tutte gratuite e nel consigliarle a voi non ci ricavo un benemerito. Il che significa anche che lo faccio proprio perché meritano. ;-) Google-Maps. Soprattutto i primi giorni perdere l'orientamento e finire da tutt'altra parte rispetto alla destinazione che ci eravamo prefissati è normale. In qualche modo, suppongo sia …

Into the Wild (2007)

Per la serie: film che sono usciti secoli fa e che non ho mai avuto il tempo di vedere (insomma, sono due ore e venti di film... mica bruscolini). Into the Wild è un film del 2007 co-prodotto e diretto da Sean Penn che narra le vicende di Alexander Supertramp - al secolo Christopher McCandless -, già raccolte in un'opera omonima redatta da John Krakauer pubblicata nel 1996. Il protagonista, figlio della ricca borghesia americana degli anni '80, decide di partire alla volta dell'ignoto - del selvaggio! -, disgustato dalla mentalità consumista e in qualche modo limitata della propria famiglia. Dopo aver donato tutto il denaro in suo possesso, Christopher intraprenderà il proprio cammino alla ricerca di quello spirito primordiale che anima l'essere umano e che nulla ha a che vedere con automobili costose, lauree in giurisprudenza o l'ostentazione del proprio stile di vita. Lungo questo cammino incontrerà varie figure - hippies, giovani studenti, un anziano signore che…

|| Expat-Life || - || How to || Il cielo in una stanza

Rendere uno spazio "a misura di noi stessi" è il primo passo per sentirci veramente a casa e non dei semplici ospiti. Conosco persone che appiccicano ogni cartolina possibile e/o immaginabile, altri che riempiono la stanza di luci e lucette ed altri ancora che non ne sentono il bisogno e si accontentano di un materasso, una sedia e poco altro. Io - nemmeno a dirlo - mi classifico esattamente nel mezzo, in un'eterna diatriba mentale tra la me nostalgica e la me minimalista. In onore delle migliaia di student* Erasmus (ma anche no!) che a breve si appresteranno a iniziare un nuovo semestre universitario mi sono finalmente decisa a scrivere un post "a tema". Ecco a voi, quindi, le cinque cose con cui rendere la vostra stanza un poco più vostra e un po' meno asettica. Il tutto, ovviamente, on a budget ;-)
Fiori e piante. I fiori che vedete nella seconda foto mi sono costati meno di due euro e ne ho tre vasetti. Sono esteticamente piacevoli da vedere (anche l…

The Secret life of Walter Mitty (I sogni segreti di Walter Mitty)

To see the world, things dangerous to come to, to see behind walls, to draw closer, to find each other and to feel. That is the Purpose of life.

Tempo fa decisi di dedicare una sezione di Hopeless Wanderer a film e/o cortometraggi il cui tema era il viaggio. Quello fisico, quello mentale, le lunghe peripezie delle nostre membra ma anche quelle del nostro intelletto.  "I sogni segreti di Walter Mitty" mi è sembrato un buon modo per iniziare, probabilmente perché mostra entrambi gli aspetti del viaggiare e - nemmeno a dirlo - perché è uno dei miei film preferiti. Dal cast alla colonna sonora - che spazia da David Bowie a José Gonzaléz ai Of Monsters and Men - non c'è proprio nulla che io non ami in questo piccolo capolavoro.  La trama è abbastanza semplice e di base poco innovativa: un uomo americano con la tendenza a  sognare perennemente ad occhi aperti avventure mirabolanti vede il proprio mondo fatto di piccole certezze crollare davanti ai suoi occhi. A seguito di una …